Cliente: Fondazione museo storico del Trentino (TN)
Progetto: "I Trentini e la grande guerra" - Logo, Concetto grafico e stand Alpini
Agosto–novembre 2008
Cliente: Fondazione museo storico del Trentino (TN)
Progetto: "I Trentini e la grande guerra" - Logo, Concetto grafico e stand Alpini
Agosto–novembre 2008
Esporre la storia: reinvenzione di un genere. Nero e bianco. Due gallerie abbandonate, buie e vuote (inutili) perché il traffico segue nuovi percorsi. Un paio di tunnel lunghi circa 300 metri che forano la roccia, direzione sud-nord e nord-sud, andata e ritorno, paralleli tra loro e al fiume Adige. Il centro della città è a pochi passi. Flussi, connessioni, rapidità: di metafore se ne possono trovare molte, fin troppe. Ma l’ossigeno di questa operazione urbana sta in pochi, chiari presupposti. Riutilizzo semplice (intelligente) di una struttura urbana dismessa (analogia: il nuovo percorso vegetale sull’High Line newyorkese); reinvenzione di una tipologia consolidata (quella ipertradizionale del museo storico); lavoro in team (Trento-Stanford-NYC-Bolzano), come la rete oggi permette; collaborazione stretta con le istituzioni locali (la Provincia Autonoma e la Fondazione Museo Storico del Trentino), che dettano i temi ma ne permettono libere interpretazioni. Le Gallerie sono state riaperte nell’agosto 2008 con la mostra “I Trentini e la Grande Guerra”. Questo primo allestimento, in caso di successo, doveva servire come una specie di “numero zero”. Così è stato. Confermando l’impostazione di base – percorso a tappe, immersione nel nero e didattica nel bianco –, ma variando significativamente l’impianto allestitivo, si inaugura in questi giorni la seconda edizione, intitolata “Storicamente ABC”. Un’evoluzione importante del progetto, un suo segno evidente nel paesaggio, saranno due giardini tematici in corrispondenza degli ingressi sud e nord. (anna foppiano)
Edizione 2008: “I Trentini e la Grande Guerra” Percorrere le gallerie è come mettersi in marcia tra individui da tempo sepolti, documenti riportati alla luce, oggetti sopravvissuti ai decenni.
Il tunnel nero (da sud a nord) è una fantasmagoria, una parata di fantasmi in cui le voci e le immagini della gente comune si intrecciano in un racconto corale della Grande Guerra. Il tunnel bianco (da nord a sud) è diviso in tre sezioni. La prima è formata da una sequenza di otto piccole strutture che ricordano le baracche dei campi profughi, chiamati “città di legno”: ognuna documenta un momento-chiave del conflitto; nella seconda ci sono oggetti che raccontano il modo in cui la guerra è stata vissuta dalle persone comuni; la terza contiene spazi espositivi temporanei e didattici. (jeffrey t. schnapp)
Filmwork / Schnapp / Terragni / Gruppe Gut Il gruppo di lavoro impegnato sul progetto delle Gallerie – interdisciplinare e variamente localizzato – è coordinato da FilmWork-Trento, casa di produzione cinematografica dagli interessi trasversali (arte-storia-architettura), ed è formato da Jeffrey T. Schnapp (USA, 1954), professore di Letterature comparate alla Stanford University e fondatore dello Stanford Humanities Lab; da Elisabetta Terragni (Italia, 1961), architetto, che vive, progetta e insegna tra Como e NYC (Studio Terragni Architetti); e da Gruppe Gut di Bolzano, che cura la grafica. Il progetto ha una versione virtuale su Second Life.